Perdita di grasso di igname selvatico, ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER


Sempre più donne per trattare i disturbi legati alla menopausa ricercano rimedi più tollerabili e che non abbiano effetti collaterali troppo spiacevoli,per migliorarne l'accettabilità e diminuire gli effetti avversi che si possono presentare con le terapie di sintesi. A tal proposito è dunque di fondamentale importanza l'innocuità e sicurezza dei prodotti o farmaci utilizzati. Un pool di ricercatori americani rappresentato principalmente dal dott.

Lee ha aperto una nuova frontiera sull'approccio dei problemi ormonali nella donna. Il dott. Lee ha studiato per più di 20 anni i meccanismi ormonali ed i loro effetti.

La determinazione precisa del tasso utile di progesterone e delle sue applicazioni è stata più scientificamente stabilita a partire dai lavori farmacologici di un farmacologo americano, Jamie Jamieson.

Jamieson è uno dei più importanti ricercatori dell'Igname selvatico Wild Yam pianta ricca di sapogenine ed in particolare di diosgenina definito come il "progesterone naturale" perdita di grasso di igname selvatico dello sviluppo di integratori "ormono-farmacomimetici".

Gli ormoni sostitutivi naturali Nei suoi lavori Lee dimostra che il progesterone naturale derivato dalle piante ed in particolare dall'igname è strutturalmente simile all'ormone umano ed è differente chimicamente dai progestativi di sintesi e non causa gli effetti secondari a questi attribuiti. I lavori del dott. La moderna ricerca fitoterapica inoltre ha individuato nelle piante l'esistenza di sostanze in grado di simulare l'azione degli estrogeni e quindi la possibilità di considerare tali sostanze come estrogeni naturali.

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Sono apparsi molti articoli e pubblicazioni sulle più note riviste scientifiche riguardo la correlazione delle abitudini alimentari delle donne giapponesi con i disturbi della menopausa.

Infatti in Giappone l'incidenza di questi disturbi è letteralmente più bassa. Sembra che queste donne non sappiano cosa siano le vampate di calore, le sudorazioni notturne e le fratture ossee causate dall'osteoporosi. Molti ricercatori sono stati spinti da queste osservazioni ad intraprendere degli studi per dare una risposta scientifica.

Condivisioni 0 Dioscorea: proprietà ed effetti collaterali dell'igname selvatico La Dioscorea è la pianta amica delle donne: aiuta ad alleviare i sintomi della menopausa ma presenta anche proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. La dioscorea, anche detta igname selvatico wild yamè una pianta erbacea perenne diffusa in America Centrale e Canada e possiede diverse proprietà benefiche grazie alla presenza di fitosteroidi, diosgenina e tannini.

La risposta è arrivata osservando la cucina orientale ricca di riso, verdure e soprattutto di soia, pianta ricca di sostanze ormai comunemente conosciute come fitoestrogeni. Hanno una azione senza dubbio più blanda dalle alle volte inferiore ma del tutto naturale, in grado di imitare gli effetti degli estrogeni perché le loro strutture molecolari sono molto vicine a quelle degli estrogeni umani ed il corpo li accetta come tali SERM.

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Questi fito-ormoni sono assunti dai cibi come precursori non attivi. Sono resi attivi ed assorbiti grazie ad un fisiologico procedimento biochimico che si svolge nell'organismo sembra grazie all'azione della flora batterica intestinale.

Con un assunzione costante e duratura sono in grado infatti di ridurre i trigliceridi e le lipoproteine a bassa densità Ldl o colesterolo cattivo e di innalzare i livelli di quelle ad alta densità Hdl o colesterolo buono.

Fito-Progestinici Per quanto concerne l'azione pro-progestinica negli USA e in Inghilterra molte donne hanno scelto di evitare l'uso di ormoni sintetici e di affidarsi all'utilizzo di una pianta esotica l'igname selvatico Dioscorea villosa. Questa pianta è ricca di composti simili agli ormoni umani, le sapogenine.

La diosgenina è la sapogenina più utilizzata e più studiata dell'Igname selvatico. La diosgenina si è dimostrata in grado di normalizzare il rapporto estrogeni-progesterone grazie sembra alla capacità di essere trasformata proprio in progesterone.

Infatti l'igname selvatico è considerata una fonte naturale di progesterone.

Sembra anche che questa interessantissima pianta possa essere utilizzata come fonte di diidroepiandrosterone DHEA denominato "ormone della giovinezza". Industrialmente la diosgenina ricavata dall'igname è largamente impiegata per la produzione sia di progesterone che di DHEA. Quest'ultimo non è utilizzato strettamente per la menopausa, ma essendo promosso come ormone contro l'invecchiamento molte donne in menopausa lo utilizzano per i disturbi collegati ad essa.

Sempre più donne su consiglio dei medici ricorrono a questo trattamento come valida alternativa della terapia sostitutiva qualora questa non possa essere prescritta o non voglia essere intrapresa dalla paziente.

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Estrogeni e progesterone dovrebbero essere prodotti dall'organismo in una quantità equilibrata. Tuttavia, attraverso una serie di test ormonali, il dott. Il progesterone è un ormone prodotto dal follicolo ovarico dopo il rilascio dell'ovulo durante l'ovulazione.

L'organismo femminile produce quindi il progesterone solo con l'ovulazione.

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Se l'ovulazione non avviene, il progesterone non viene prodotto. Assenza di ovulazione, menopausa, stress, possono produrre la diminuzione o la soppressione della produzione di progesterone e, di conseguenza, una situazione di dominanza estrogenica.

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Clinicamente si è visto che l'assunzione regolare dei principi vegetali dell'igname selvatico costituisce una fonte naturale per mantenere l'equilibrio ormonale di cui l'organismo ha bisogno.

Grazie all'apporto naturale di precursori progestinico-simili questa pianta è consigliabile nelle sindromi premestruali e nei disturbi dovuti alla menopausa. Il progesterone naturale in letteratura è descritto non solo per il trattamento della menopausa ma anche nel trattamento di vaginiti, infiammazioni pelviche, cisti ovariche, dolori ovulatori, endometriosi e fibromi uterini.

Trattamento naturale della menopausa. Soia: possiede un alto tenore di isoflavoni che hanno una riconosciuta ed ampiamente documentata azione fitoestrogenica. Gli effetti dei fitoestrogeni sono stati ampiamente studiati nei casi di pre-menopausa.

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Il quadro è completato dalla tendenza alla fibrocistosi del seno e ad alterazioni endometriali che possono portare a quadri displasici o degenerativi. I sintomi possono essere divisi in due grandi categorie: manifestazioni vasomotorie e sintomi neurovegetativi. Fra le prime assumono molto spesso un valore rilevante le vampate di calore, la sudorazione improvvisa e le palpitazioni.

Dopo un periodo di tempo variabile da pochi mesi ad alcuni anni dal momento della menopausa possono insorgere disturbi del tratto urogenitale quali bruciori, prurito, secchezza vulvo-vaginale, vaginiti ricorrenti, dolore durante i rapporti sessuali, incontinenza urinaria. L'epitelio vaginale subisce, infatti, profonde modificazioni che alterano l'ambiente vaginale e predispongono all'insorgenza di vaginiti recidivanti.

L'IGNAME SELVATICO: PER VIVERE MEGLIO LA MENOPAUSA E ALLEVIARE I DISTURBI FEMMINILI

Inoltre i tessuti connettivi propri della vagina subiscono anch'essi una serie di modificazioni che portano ad una vera e propria riduzione del lume vaginale. Anche la cute risente dell'azione degli estrogeni ed il loro squilibrio conseguente alla menopausa determina una modificazione sia dell'epidermide sia del derma, con assottigliamento e riduzione della componente elastica, che nel tempo si manifesta con secchezza e comparsa di rughe.

Anche se fino ad ora abbiamo parlato genericamente di estrogeni, gli appartenenti di questa famiglia sono vari e svolgono differenti azioni a livello corporeo. Come abbiamo già anticipato molti sintomi della menopausa, presenti anche nella sindrome premestruale, sono riconducibili ad un alterato equilibrio fra le componenti estrogeniche ed una prevalenza di queste rispetto agli altri ormoni; in particolare, la carenza relativa o assoluta di progesterone è, spesso, il fattore chiave.

A livello dei tessuti, gli ormoni steroidei condividono recettori comuni con gli ormoni tiroidei, la vitamina D3 e alcune forme di vitamina A. Gli isoflavoni della soia sono caratterizzati da proprietà antiossidanti, in grado di prevenire i fenomeni di perossidazione del colesterolo LDL e di proteggere i tessuti dal danno cellulare ossidativo, altre a svolgere un'azione di salvaguardia sui vasi sanguigni. Nelle donne in menopausa la soia è in grado di ridurre le vampate di calore, modificare i picchi ormonali di FSH e LH ed incrementare il contenuto in minerali e la densità del tessuto osseo.

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I fitoestrogeni della soia sono capaci di agire come perdita di grasso di igname selvatico estrogeni od antagonisti antiestrogeni in dipendenza dalla concentrazione di fitoestrogeni e di estrogeni steroidei. Studi Italiani e Metanalisi importanti hanno evidenziato nelle utilizzazioni della soia un aumento della densità ossea e quindi una riduzione del rischio di fratture.